Pianto disperato, alimentazione e sonno, capire il linguaggio del neonato si può?

Esiste un modo per capire il linguaggio del neonato?

Dopo il parto, al ritorno nelle proprie abitazioni ci si ritrova improvvisamente soli, come neogenitori, ad affrontare il piccolo.

Se tutto va bene il neonato mangia e dorme, aspettativa di tutti i genitori nel periodo prenatale quando si è euforici e ansiosi per la futura nascita. In ospedale ti dicono di segnare quante volte mangia, quante ore dorme, se ha fatto i suoi bisogni fisiologici. MAI ti chiedono quanto piange in modo disperato!

Infatti la realtà è ben diversa! Tutti i buoni propositi di annotare i suoi progressi svaniscono perché la testa rimbomba per la mancanza di sonno e per le urla che si continuano a sentire quando ci si addormenta sfiniti anche se il bambino ha smesso di piangere da un’ora…

ll bimbo piange sempre, si attacca al seno ma poi si stacca e piange disperato! Non si addormenta MAI!

La mamma si chiede se ha il latte, la suocera suggerisce un’aggiunta di latte artificiale, la nonna pensa alle coliche, la zia dice che è viziato e il papà cerca di calmarlo cullandolo in giro per tutta casa per dare tregua alla mamma che ha così il tempo per farsi una doccia.

Papà e mamma sono stressati tra la mancanza di sonno, i cambi pannolino al fasciatoio (lì si che piangono disperatamente).

Gli amici improvvisamente scompaiono e ci si trova davvero davvero soli.

Allora ci si domanda: c’è un modo per calmare il neonato? Ha fame? Ha sete? Ha sonno? Perché piange disperato, ancora???

Si va su internet e si cerca in attesa che qualche sito abbia la risposta miracolosa. E invece si trovano tantissimi siti che parlano di pianto ma della soluzione miracolosa nemmeno una traccia.

Jan Tedder, infermiera pediatrica e consulente professionale in allattamento materno, ha collaborato con il Dr. Brazelton ed ha creato il metodo HUG Your Baby.

Dopo trent’anni di esperienza lavorativa con gestanti e nuovi genitori, ha studiato e sviluppato il programma HUG, presentato a conferenze nazionali e internazionali e pubblicato su JOGNN, MCN e Journal of Perinatal Education.

Il  programma si basa sulla ricerca sullo sviluppo del bambino, offre consigli pratici basati sull’attuale letteratura medica e relativa allo sviluppo infantile ; ed è stato utilizzato con successo nella pratica per molti decenni per incoraggiare l’ALLATTAMENTO al seno e risolvere problemi di SONNO, alimentazione e PIANTO.

Ogni genitore può imparare a leggere il linguaggio corporeo del proprio neonato, così da potere riconoscere i segnali anticipatori del pianto ed essere in grado di calmare il bambino.

La traduzione del sostantivo inglese “HUG” è letteralmente “ABBRACCIO” .

H.U.G. sta anche per Help (=aiuto) , Understanding (=comprensione), Guidance ( =guida ).

In questo acronimo è racchiuso tutto il senso del metodo HUG YOUR BABY, che rappresenta per i neo genitori uno strumento di utilità pratica nella gestione e nell’accudimento del loro bambino appena nato.

Si consiglia di partecipare alla prima parte del corso durante la gravidanza, per poi completarlo dopo la nascita del bambino.

HUG si basa sulla letteratura pediatrica sullo sviluppo del bambino e sull’allattamento dei dottori. T. B. Brazelton, M. & P. ​​Klaus, M. & H. Papousek, B. Howard, M. Labbok, A. Stuebe e N. Bergman.

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